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L’aumento dell’incidenza di Mci ( morte cardiaca improvvisa ) è strettamente correlata alla co-presenza di tutti fattori che dettano degli stili di vita che si fanno sempre più frequenti nella popolazione giovanile:

  • Aumento del consumo di sostanze come cocaina, metamfetamine, alcol, tabacco
  • Assunzione di modelli di bellezza inducenti disordini alimentari (es. anoressia, bulimia nervosa, diete squilibrate)
  • Diffusione della pratica del body building, spesso accompagnata dall’uso illecito di steroidi anabolizzanti
  • Uno stile di vita che genera stress (fisico, mentale, emotivo)

Tutti questi elementi possono portare direttamente o indirettamente, singolarmente o in interazione all’evento Mci ( morte cardiaca improvvisa ).
A livello mondiale la Mci rappresenta più del 60% delle morti improvvise nella popolazione sotto i 40 anni di età ( fonte Van der Werf, 2015).
È difficile fare una stima epidemiologica precisa sulla diffusione del fenomeno nel mondo: i dati oscillano da una stima annua che va dallo 0.46 per 100.000 persone a incidenze annue di 66.76 persone ogni 100000 abitanti.
Questa forte mancanza di omogeneità è probabilmente riconducibile al fatto che la Mci, più di altre patologie, è strettamente influenzata non solo dalla razza e dall’età dell’individuo, ma anche dallo stile di vita, dai fattori psicosociali, dalla dieta, dalle strategie di prevenzione e dalle reti assistenziali sanitarie, che sono, inevitabilmente, diverse da paese a paese. Questo potrebbe spiegare il perché della forbice cosi ampia dell’incidenza della Mci nelle diverse popolazioni e nazioni in Italia le morti a causa di un arresto cardiaco improvviso sono circa 200 al giorno.
Un dato che potrebbe essere contrastato dalla presenza dei Defibrillatori. Di fatto, l’84% degli arresti cardiaci improvvisi avviene fuori dalle strutture ospedaliere.