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Chi ha detto che la prevenzione sulla cardioprotezione non interessa chiunque?

Il messaggio, forte e chiaro, arriva da Giuseppe Scarparo, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Lo Spazio 156 fattiditango” di Venezia. Scuola con alla guida lo stesso Scarparo, maestro e numero due al mondo di “istruttore e ballerino”, con un diploma firmato in calce in originale dal Presidente dell’Accademia Nazionale di tango di Buenos Aires, Horacio Ferrer.

La sua ASD conta quasi un centinaio di iscritti che vanno dai 20 agli 80 anni, e tutti – dice – dovrebbero essere informati sulla prevenzione.

Da dove nasce questa considerazione?

“Tutto inizia con l’emanazione del Decreto Balduzzi, che ci ha messo un po’ in allarme. Perché se è vero che noi come realtà sportiva ci occupiamo di tango argentino e non saremmo obbligati ad avere un defibrillatore, nella realtà ho pensato che è sempre meglio essere pronti ad ogni evenienza ed essere preparati casomai accada l’imponderabile”.

E poi che è successo?
“Ho fatto il corso specifico, e – devo essere sincero – mi sono accorto mio malgrado che ho perso 50 anni tralasciando una tematica  importantissima, contribuire a salvare delle vite umane. Credo che i corsi dovremmo farli tutti, anche solo il BLS e non il BLSD, perché già il capire come ci si comporta in caso di primo soccorso, chi chiamare, come intervenire, cosa dire al medico, siano tutti aspetti fondamentali. I primi passi nel salvataggio di vite umane”.

Prima non ci pensava, poi è diventato importante. Si sentirebbe di consigliare a tutti di dotarsi di un defibrillatore?

“Ci mancherebbe, certo. E’ un consiglio assolutamente detto con la passione e la sensibilità dovuta. Anzi, lo consiglio soprattutto a chi non è obbligato da leggi o normative che ne impongono l’acquisto. Ad oggi credo sia una follia che posti dove circolano grandi flussi di persone, come ad esempio nei supermercati, bar, discoteche, non ce ne sia nemmeno uno. Per non parlare degli uffici pubblici. Nella mia esperienza per fortuna non ho mai avuto l’occasione di usare o far uso di un defibrillatore, continuo ad augurarmi che non succeda, ma in Italia manca la cultura della cardioprotezione”.

Come mai, secondo lei?

“Sarà una mia sensazione, ma è una domanda che mi sono posto: in giro per l’Italia, per la strada, ci sono delle zone dove sono presenti o DAE pubblici . Ebbene, mi sono chiesto, che senso ha sistemare in posti pubblici certi macchinari salvavita che possono essere usati solo da alcuni soggetti abilitati? Poi ho scoperto che CHIUNQUE può usare il DAE pubblico che nasce proprio per supportare il soccorritore MENO esperto .

Come è entrata in contatto con Simona?

“Sinceramente non l’ho conosciuta di persona lei ha seguito passo, passo la mia Segreteria e con lei ci siamo trovati benissimo. Avevamo pensato al noleggio del DAE perché come ASD avremmo avuto sgravi fiscali e assistenza completa in caso di guasti e riparazioni. Abbiamo cercato su internet e il suo nome è stato il primo e tra i tanti già da come Simona si presenta su internet ci ha trasmesso subito sicurezza e fiducia”. Lei non parla di sconti da capogiro ma di sicurezza. La sensazione e’ quella che se non sei in linea con il suo impegno verso la massima sicurezza sembra che sia lei a scegliere te come cliente . Per noi la sicurezza e’ tutto. Dal momento che c’è un obbligo di legge e si parla di penale .. e’ bene non farsi conquistare dalle offerte superficiali del momento ma capire chi c’è dietro il dispositivo e se l’azienda che lo ha creato e’ nata solo per rispondere al mercato ho come quella che rappresenta Simona sia uno dei tre BRAND più importanti nel mondo della CARDIO protezione pubblica da oltre 60 anni”.