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“Il defibrillatore è fondamentale che venga installato dappertutto, non solamente all’interno delle Società Sportive”. Un invito, quello di Michael Sammuri, Presidente dell’ASD Gruppo Sport Lieben di Pisa, che da qualche giorno ha cardioprotetto la sua struttura.

Perché questo appello?

“Lo dico dalla mia esperienze. Ho visto che in diverse parti del mondo il defibrillatore è presente nei negozi, e in qualsiasi ambito ci siano persone. Un problema cardiaco può succedere a prescindere dall’età e dall’affaticamento. Poco tempo fa in zona è morto un bambino di nemmeno 5 anni. Il caso-Morosini deve far riflettere: c’è stata un’incapacità dei dottori, perché c’è stato un protocollo internazionale che non è stato applicato a Pescara. Però il messaggio di Morosini deve essere chiaro per le future generazioni: era un atleta di serie A, professionista, ipercontrollato, ed è successo lo stesso. E se può accadere a un professionista controllato a livello cardiaco, è ipotizzabile che possa succedere a un gruppo di ragazzi a loro volta non agonisti. La verità è che c’è poca informazione, ma sono sicuro che sarebbe meglio che tutti facessero il corso BLSD, magari obbligatoriamente l’aggiornamento una volta l’anno. Perché uno spera sempre che non succeda niente, ma quando succede poi rischi di restare immobile”.

Dotarsi di un defibrillatore è stata una scelta di sensibilità oppure dettata dall’obbligatorietà delle norme?

“Noi facciamo campi estivi, abbiamo esperienza nei villaggi turistici internazionali e da noi vengono in vacanza tanti ragazzi da tutta Europa, e la cardioprotezione è sempre stata nei nostri pensieri. Anche se abbiamo aperto nei mesi tra febbraio e marzo e la gestione del centro sportivo si è avuta a giugno abbiamo pensato a dotare le nostre strutture di un macchinario così importante. Ecco perché ci siamo subito messi in regola facendo il corso: quello BLS che il mio socio aveva fatto qualche anno fa e dunque necessitava di un aggiornamento, e quello BLSD da parte mia. Una volta effettuati i corsi, la scorsa settimana abbiamo ordinato il defibrillatore, trovata l’offerta e accettata nel giro di sei giorni”.

Decisione-lampo…

“Si, e in questo devo ringraziare Simona Buono, che abbiamo contattato su segnalazione del CSI. L’offerta è stata buona, il prodotto è top e ritengo sia giusto visto che un defibrillatore deve garantire un risultato che è legata alla vita della persona. Anche se il massaggio cardiaco tempestivo può dare una mano, il DAE salva la vita, vicino all’’80% delle persone vittime di problemi cardiaci. Simona si è dimostrata ottima, disponibilissima, professionale e sempre pronta nei contatti tramite telefono, email e whatsapp”.

Crede che ci sia scarsa conoscenza del problema?

“Credo ci sia poca consapevolezza. Sono fresco di corso, e più volte ci siamo confrontati con gli altri colleghi. Non ci si rende conto dell’importanza finché non ci si siede in una stanza per quattro ore. La cardioprotezione è fondamentale. Forse, e lo dico da imprenditore, l’unico blocco mentale è il costo del prodotto. In America un macchinario del genere lo si trova anche nei supermercati, oppure nei grandi magazzini, magari comprandolo a prezzi ridottissimi. Qui in Italia, ma più in generale in Europa, hanno costi più alti, ma accessibili, e andrebbe comprato anche se costasse tremila euro. Perché non ci si rende conto del contributo che può dare, e dell’importanza che può dare l’uso di un defibrillatore”.